Affitti: quali sono le offerte ricorrenti e le possibili violazioni di tutele?

GLI AFFITTI

Dai canoni illustrati appare evidente come la spesa principale per un studente fuori sede sia quella della casa. Così come il prezzo del contratto di affitto sia legato a doppio filo al diritto allo studio.

Questo accade nonostante sia in vigore una normativa che tutela i diritti degli studenti fuori sede. È la Legge 431 del 1998, che prevede per gli universitari il diritto a canoni d’affitto “calmierati” e stabiliti da un accordo tra associazioni di categoria e Comune.

Scopri sul sito del SUNIA tutti gli accordi territoriali rinnovati ai sensi del nuovo DM del 16 gennaio 2017.

La Legge 431 del 1998: accordi territoriali e canoni d’affitto “calmierati” per studenti

Ogni città ha una tabella in cui vengono riportate, zona per zona, il canone minimo e il canone massimo che il proprietario può esigere. Oltre a dover attestare il proprio status di studente, l’altra condizione per avere diritto a una tariffa inferiore al prezzo di mercato è che il contratto abbia una durata minima di 6 mesi e una massima di 36 mesi.

La Legge 431/98 stabilisce che sia nullo ogni patto che prevede una durata e un canone diversi da quanto stabilito dalla legge e dagli accordi sindacali, così come sia nullo ogni patto che consente aumenti illegittimi del canone.

Secondo la Legge 431/98, il contratto può essere sottoscritto anche da un gruppo di studenti. Se uno dei locatari decide di cambiare casa, basta che ci sia il consenso del proprietario. Dal contratto verranno tolti, o sostituiti, il suo nome e la sua firma. I proprietari che affittano alle condizioni stabilite dalla Legge hanno diritto ad agevolazioni fiscali, alcune tipologie di studenti a detrazioni.

Il recesso anticipato del contratto da parte dell’inquilino deve essere espressamente previsto dal contratto. Il contratto tipo allegato E/F al D.M. 30/12/2002 (e allegato C al nuovo DM 16/1/2017, applicabile solamente nei comuni in cui siano stati depositati accordi dopo il 1 aprile 2017) prevede un recesso con preavviso di tre mesi per gravi motivi. È consigliabile, in sede di trattativa, riuscire a prevedere un termine minore di preavviso senza la condizione dei “gravi motivi“. È comunque possibile, rivolgersi ad agenzie create e controllate dagli enti locali e dalle associazioni di categoria.

Altrimenti, c’è sempre il numero verde della Guardia di Finanza: il 117.

LE OFFERTE PIÙ RICORRENTI PER GLI AFFITTI E LE VIOLAZIONI DI DIRITTI

■ proposte di contratti in assoluto nero non scritti né registrati;

■ contratti di tipo libero ma non registrati senza limite di canone;

■ contratti transitori irregolari o intestati al genitore e non registrati;

■ affitto ad un titolare e sub-affitti collegati;

■ diritto al subentro di altri studenti negato al contraente con la sola possibilità, riservata esclusivamente al proprietario di nuovi inserimenti spesso condizionati da richieste di aumento in nero;

■ affitto posti letto con violazione delle norme sugli affittacamere e alberghiere, di regole e condizioni urbanistiche e procedurali e senza le autorizzazioni pubbliche richieste per questo tipo di attività;

■ locazioni parziali con riserva fittizia di una stanza e delle chiavi da parte del proprietario per effettuare controlli indebiti e pressioni sugli inquilini con sopralluoghi e visite senza preavviso;

■ alloggi solo per periodo invernale in località a vocazione turistica;

■ irregolarità di accollo sugli inquilini delle spese condominiali;

■ ricorso a prestazioni di agenzie immobiliari scelte dal proprietario e onerose per l’inquilino, che spesso utilizzano moduli di contratti con clausole vessatorie e non informano sui vantaggi fiscali e di durata delle tipologie di contratto concordato previste dalla legge;

■ alloggi precari e privi di dotazioni minime sia impiantistiche che di qualità, privi della certificazione prevista e dalle varie normative sulla sicurezza degli impianti domestici e condominiali;

■ richiesta di onerose garanzie aggiuntive (assicurazioni, fidejussioni, depositi cauzionali di oltre tre mensilità)

SPESE CONDOMINIALI, RIPARAZIONI E MANUTENZIONE

■ violazione di qualsiasi garanzia in merito alla trasparenza ed al controllo delle spese condominiali;

■ mancata consegna di rendiconti e preventivi condominiali;

■ previsione di una somma aggiuntiva al canone, normalmente molto onerosa, non giustificata da reali spese documentate;

■ previsione di una somma aggiuntiva per utenze non giustificate da regolari bollette;

■ mancata riparazione e sostituzione degli elettrodomestici, delle dotazioni, e dei mobili presenti negli alloggi con mobilio;

■ violazione dell’obbligo del proprietario di eseguire manutenzioni straordinarie e riparazioni previste dagli articoli 1576 e seguenti del c.c.